Le magre guadagnano di più

Le magre avvantaggiate nel lavoro

E’ di qualche mese fa questa notizia, però, ci fa piacere riproporla perché a noi appare davvero pittoresca e diciamolo, pure abbastanza discriminatoria. In quel di giugno, fu pubblicato uno studio americano secondo il quale negli Stati Uniti, le donne magre guadagnavano 22.000 dollari in più rispetto alle colleghe con qualche chilo più o semplicemente normali.
Secondo questi analisti la crescita della retribuzione aumenta proporzionalmente alla diminuzione di peso delle lavoratrici; chi si mantiene in linea è avvantaggiata rispetto alle sfortunate cicciottelle che perdono dai 10.000 ai 19.000 dollari l’anno. Ma attenzione… per gli uomini nessun pericolo. Per i nostri colleghi maschi lo stipendio resta invariato. Tali dati hanno avuto conferma a seguito di una ricerca gemella parallelamente condotta ad Helsinki. Due paesi diversi, stesso risultato, non si può parlare di coincidenza, dunque. Una volta assodata la correlazione magrezza-aumento di stipendio, non ci resta che scoprire il perché di tale e palese discriminazione, consumata tra l’altro anche in un paese con un altissimo livello di alfabetizzazione e soprattutto culturalmente avanzato quale è riconosciuto essere la Finlandia.

Anche in Italia le magre guadagnano di più

In Italia, il problema sarebbe alquanto secondario considerando il fatto che il livello di disoccupazione femminile è tale da inglobare in egual misura ragazze magre e ragazze in carne. Parità ed equilibrio, dunque, in questo triste dramma sociale. Ma attenti, non per questo il nostro mercato del lavoro brilla di serietà. Ormai non vi è annuncio di lavoro per segretarie che non riporti tra i requisiti anche la bella presenza, anche per profili che non prevedono necessariamente il contatto diretto con il pubblico. Sarà un caso, oppure la nostra società è basata sulla videocrazia, parafrasando un noto documentario italo-svedese di qualche anno fa. Si dirà che l’aspetto conta in questa società dell’apparenza, vietati moralismi quindi. Ma fino a che punto la beltà può prendere il sopravvento su professionalità e competenze? Se adesso le ragazze devono investire ugualmente sia sull’aspetto fisico che sulle loro conoscenze professionali, come si evolverà il mondo del lavoro per noi donne e l’ambiente lavorativo in generale del bel paese? Tanto vale chiudere le università e le scuole professionali e soprattutto eliminare dagli annunci il famoso requisito “con anni di esperienza”, a che serve essere un’ottima problem solver d’ufficio quando hai una quarta di reggiseno con una taglia 40 di tailleur?
E così, a parità di competenze e serietà, dobbiamo purtroppo ammettere che adesso è la bonona che potrebbe avere più chance di ottenere il lavoro. Non ci resta che sperare nel buon senso dei datori di lavoro e soprattutto sulla loro serietà e lungimiranza. Ma essendo la maggior parte di questi uomini, c’è fidarsi? Chissà…Raccontateci le vostre storie e i vostri pareri a riguardo. Cercheremo di tracciare assieme il quadro della condizione lavorativa delle donne nel nostro paese. Vi aspettiamo 🙂

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