Alimentazione

Disturbi digestivi, ecco cosa bere e mangiare

Chi soffre di cattiva digestione deve prestare particolare attenzione al proprio regime alimentare, mettendo in pratica alcuni accorgimenti utili per evitare fastidiosi disturbi: ne abbiamo parlato con il dottor Eugenio Ruggeri, uno dei più prestigiosi nutrizionisti di Ancona.

Quali sono le accortezze da adottare quando si hanno problemi di digestione?

Come è facile immaginare, è necessario evitare gli alimenti troppo grassi e le pietanze che potrebbero risultare difficili da digerire. Vanno messi al bando, quindi, i piatti troppo elaborati, così come si deve rinunciare alle fritture. Ma anche dal punto di vista delle bevande c’è bisogno di prudenza: in particolare si dovrebbe limitare l’assunzione di alcolici, di caffè e di bevande gasate, che hanno la tendenza a peggiorare l’acidità gastrica. In talune circostanze può essere un supporto prezioso il ricorso ad acqua naturali effervescenti.

Ci sono, invece, degli alimenti che devono essere privilegiati per la loro capacità di favorire e di stimolare la digestione?

Di certo in questa categoria rientrano i finocchi e i carciofi, ma un sostegno prezioso può provenire anche dalle erbe aromatiche. Il pesce e le verdure, per esempio, potrebbero essere accompagnati da alcune foglioline di menta. In generale, poi, è opportuno evitare la fretta e i ritmi frenetici: alla preparazione delle pietanze deve essere dedicata una quantità di tempo adeguata, e non ha senso ricorrere a piatti semilavorati o pronti per risparmiare tempo, visto che questi nella maggior parte dei casi hanno un contenuto eccessivo di sale e di grassi, che sono nemici della digestione.

Quali altri comportamenti sono consigliati alle persone che hanno problemi di digestione?

Modificare il proprio regime alimentare allo scopo di contrastare una digestione inadeguata può essere utile solo se si segue uno stile di vita improntato su sane abitudini, grazie a cui l’organismo nella sua totalità può essere mantenuto in forma e in salute. È questo il motivo per il quale si deve stare attenti a come ci si comporta al termine dei pasti: per esempio è sbagliato andare a letto dopo aver finito di mangiare, perché tra il momento della cena e quello del sonno dovrebbero passare almeno tre ore. Inoltre, dopo mangiato non è consigliabile neppure dedicarsi a un’attività fisica troppo intensa o fare sport.

Come si dovrebbe mangiare?

Come si è già accennato, uno dei nemici più insidiosi per una corretta digestione va individuato nella fretta, per colpa della quale spesso si è portati a consumare i pasti in piedi o davanti al computer, senza che si riesca a dedicare al pranzo il tempo che merita. Si tratta di una modalità di gestione della propria alimentazione che si rivela dannoso per l’apparato digerente e per la sua funzionalità, anche perché è essenziale masticare il cibo con cura e con lentezza.

Che regole si devono seguire per il consumo dei pasti?

Sarebbe auspicabile riuscire a ritagliarsi un po’ di tempo per consumarli in santa pace, fermo restando che i pasti con porzioni eccessive devono essere messi al bando. L’alimentazione quotidiana va organizzata in modo che il cibo sia suddiviso in cinque distinti momenti: la prima colazione, uno spuntino di metà mattina, il pranzo, la merenda e la cena. Le calorie devono sempre essere tenute in considerazione, visto che la digestione non viene minimamente aiutata dall’obesità o dal sovrappeso.

Ma quindi cosa si dovrebbe mangiare?

Anche nel caso in cui il tempo che si può dedicare alla cucina sia poco, il consiglio è quello di optare per del riso bollito accompagnato da parmigiano grattugiato e olio di oliva extravergine: si prepara in poco tempo ed è molto nutriente. Ma va bene anche la classica pasta al pomodoro, così come le verdure crude accompagnate dal pane integrale. La mancanza di tempo, dunque, non deve diventare una scusa per mangiare male.

Perché si soffre di cattiva digestione?

In alcuni casi la cattiva digestione è il sintomo di una malattia, come per esempio la calcolosi biliare, la colecistite, la gastrite o l’ernia iatale. In altre circostanze la colpa può essere di un’allergia o di un’intolleranza alimentare. Resta sottinteso che quando si ha a che fare con sintomi gravi e fastidiosi, è essenziale ricorrere a esami diagnostici specifici per scoprire la loro origine.

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