Schemi punto croce

Attrezzatura per iniziare con il punto a croce

Cosa serve per cominciare a dedicarsi al punto croce? In primis è bene sapere che al di là di rare eccezioni il punto croce deve essere ricamato su un tessuto a trama regolare, il che vuol dire che l’ordito e la trama presentano un numero identico di fili. L’aida è la stoffa da preferire, soprattutto se si è principianti: si tratta della soluzione ideale per i ricami destinati ai bambini, per quelli del bagno e della cucina e per quelli country.

Tutto quello che c’è da sapere sull’aida

Indispensabile per le persone che hanno problemi di vista, l’aida è disponibile in diverse grandezze sul mercato. Quella piccolissima è a 72 quadretti, ma c’è anche a 55 o a 42; è a 25 quadretti, invece, la maxi aida, nota con il nome di Herta. Per altro è possibile acquistare tale stoffa anche in versione morbida, ideale per la realizzazione di copriletti e di copritavoli. Le altezze delle tele vanno da un minimo di 90 centimetri, nel caso delle tele americane colorate, a un massimo di 1 metro e 80 centimetri. Non ci sono limiti in relazione alla quantità di colori, con scelte per tutti i generi e tutti i gusti.

Le alternative all’aida

L’aida, comunque, non è il solo tessuto a cui si possa fare riferimento per il punto croce. Per esempio, chi ha già un po’ di esperienza in questo campo potrebbe optare per il lino, che garantisce un effetto estetico di sicuro impatto, sia in termini di bellezza che in termini di eleganza. Il lino danese proposto dal produttore Fremme è con tutta probabilità quello migliore, ma va detto che nel nostro Paese è abbastanza complicato da trovare. Ci si può accontentare del lino italiano, che ha anche il vantaggio di costare meno e che comunque assicura una resa impeccabile. Di solito le altezze sono comprese tra il metro e mezzo e i 3 metri e 20 (nel caso in cui si vogliano realizzare tovaglie o tende).

Quale tessuto scegliere

Tra le numerose alternative a cui si può pensare c’è il tessuto Emiane, al 100 per cento in cotone con tramatura uniforme. La Davosa in cotone, invece, si caratterizza per una tramatura regolare e ha 71 fili per 35 quadretti: essa consente di stabilire quanti fili devono essere lavorati. La Floba, infine, è realizzata al 30 per cento in lino e al 70 per cento in viscosa. La trama è poco fine e il colore abbastanza rustico: vi si può ricorrere, per esempio, per ricami dal tocco country.

L’importanza di controllare il tessuto

È sempre utile accertarsi della composizione del tessuto che si ha in mente di comprare: quelli acrilici, per esempio, garantiscono risultati abbastanza modesti. Inoltre, si può prendere in considerazione l’aida in lana, per esempio per creare una coperta per un lettino o una culla, ma anche un copriletto: l’importante è che si scelga un’altezza adeguata. Infine, l’ultimo consiglio riguarda la Malmoe, un tessuto piuttosto facile da trovare che è in grado di filtrare la luce in modo molto efficace.

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